TRM Trattamento Rifiuti Metropolitani - Sezione Ambiente salute e sicurezza

Sommario:



Ambiente salute e sicurezza

Emissioni

Tra i diversi residui della termovalorizzazione dei rifiuti, le emissioni atmosferiche costituiscono di norma quelle che presentano le implicazioni ambientali più significative del processo.
Le principali sostanze inquinanti presenti nei fumi degli inceneritori di RSU sono raggruppabili in:

macroinquinanti:
sostanze presenti in forma gassosa come il biossido di carbonio (o anidride carbonica -CO2-), il monossido di carbonio (CO), i gas acidi (come l'acido cloridrico HCl, l'acido fluoridrico HF e gli ossidi di zolfo SOx) e gli ossidi di azoto (NOx);
microinquinanti:
composti tossici anche in concentrazioni molto basse come i metalli pesanti (mercurio, piombo, cromo, cadmio, ecc..), i composti clorurati (le diossine, i furani), gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) ed in generale composti contenenti carbonio organico.
particolato solido:
sostanze presenti in forma solida trascinate nei fumi e tutti i composti in essi contenuti;

I macroinquinanti sono quegli inquinanti presenti in concentrazioni rilevanti nei fumi da depurare (g/m³ o mg/m³); derivano da componenti del rifiuto (ceneri, cloro, zolfo, azoto, fluoro), da reazioni secondarie non desiderate e dall'ossidazione incompleta del carbonio presente nelle sostanze organiche sottoposte a combustione. Fra questi si individuano i gas acidi quali acido cloridrico (HCl), ossidi di zolfo (SOx) e ossidi di azoto (NOx).

I microinquinanti sono quegli inquinanti presenti in concentrazioni molto basse nei fumi da depurare (nell'ordine dei micro o nanogrammi/Nm³ - un milionesimo o un miliardesimo di grammo al m³-). Le loro concentrazioni e i limiti sono imposti dal Dlgs. 133/2005.
Si suddividono in organici ed inorganici. I microinquinanti inorganici sono costituiti essenzialmente da metalli pesanti (in particolare cadmio, mercurio e piombo) e si possono trovare direttamente nelle ceneri del rifiuto.
Quelli organici, di maggiore interesse, sono formati dagli organoclorurati (ovvero composti organici contenenti degli atomi di cloro quali diossine e furani) e si generano da reazioni di sintesi e distruzione durante la combustione ed il successivo raffreddamento dei fumi. Questi processi si sviluppano a partire da sostanze definite "precursori" attraverso complessi meccanismi in cui interagiscono le fasi gas e solido che avvengono sulla superficie delle ceneri volanti (particolato solido) in presenza di ossigeno, vapor acqueo, cloro e alcuni metalli che catalizzano il processo.

Il particolato può essere composto da sostanze inerti (che non danno reazioni), ossidi metallici o da un condensato di sostanze organiche parzialmente incombuste (ossia che non hanno completato la reazione di combustione).
Il particolato tende ad adsorbire metalli come il rame, il mercurio, l'arsenico, il cadmio, il cromo e il piombo, che sono tossici. La dimensione e la quantità delle particelle emesse durante la combustione dipendono da diversi fattori, quali il tempo di permanenza dei fumi all'interno della camera di combustione, la temperatura e la turbolenza.
Le particelle del particolato possono essere di dimensioni variabili, ma comunque sempre dell'ordine di qualche micrometro (millesimo di millimetro).




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