Grazie alla grande attenzione da parte dell’opinione pubblica che accompagna l’iter progettuale e realizzativo di impianti di termovalorizzazione dei rifiuti, le emissioni atmosferiche associate a questo tipo di impianti hanno subito negli ultimi anni sostanziali riduzioni, riconducibili in primo luogo all’applicazione di tecnologie di combustione e di controllo dei gas sempre più efficienti, ma anche a modifiche della composizione dei rifiuti che attenuano la presenza complessiva di residui tossici.
Il controllo delle emissioni atmosferiche si basa tanto su misure
preventive, orientate a minimizzare la formazione di alcuni
componenti durante la combustione e il raffreddamento dei fumi, che
su operazioni di depurazione per la rimozione degli inquinanti di
interesse.
Le tecnologie oggi disponibili garantiscono livelli di emissione
ampiamente al di sotto di quelli che sono i limiti normativi; a
garanzia di ciò vengono predisposti sistemi di monitoraggio
grazie ai quali è possibile, in tempo reale, intervenire in
caso di malfunzionamenti.
La normativa regola i valori di emissione delle singole sostanze
inquinanti emesse dal camino di un impianto di termovalorizzazione
ed anche le modalità di campionamento necessarie a garantire
una corretta conduzione dell’impianto; i limiti imposti sono
assai più restrittivi di quelli permessi ad altre tipologie
di impianto.
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