Vengono definiti rifiuti le sostanze o gli oggetti che derivano da attività umane o da cicli naturali, di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi.
Vengono classificati, secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche, in rifiuti pericolosi e non pericolosi.
Sono classificati come rifiuti urbani:
Sono classificati come rifiuti speciali:
A seconda del loro livello di pericolosità possono essere assimilati o no agli urbani.
Che cosa sono, dunque, i rifiuti speciali assimilabili agli urbani?
Il Ronchi prevede che lo Stato determini i criteri qualitativi e quantitativi per l’assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani e che le Amministrazioni comunali disciplinino la gestione dei rifiuti urbani tramite appositi regolamenti, redatti, per quanto concerne l’assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, in base ai criteri fissati dallo Stato.
In questo quadro si inserisce la Legge regionale 24 ottobre 2002, n. 24 “Norme per la gestione dei rifiuti”, che attribuisce alla Giunta Regionale la facoltà di regolamentare, mediante l’adozione di procedure, direttive ed indirizzi anche ad integrazione di quelle emanate dallo Stato, le attività di gestione dei rifiuti ed in particolare prevede la predisposizione dei criteri di assimilazione, per qualità e quantità, dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, ai fini della raccolta e dello smaltimento, in attesa dell’emanazione degli stessi criteri da parte dello Stato.
Con deliberazione del 14 febbraio 2005, n°47-14763 la Giunta Regionale definisce i criteri di assimilabilità; essi sono classificati in criteri generali, criteri qualitativi e criteri quantitativi. Condizione vincolante, perchè un rifiuto possa essere ritenuto assimilabile è la sua NON PERICOLOSITA’.
I criteri qualitativi sono rappresentati da un selettivo elenco della tabella CER e contemplano quelle tipologie di rifiuto le cui caratteristiche fisiche e chimiche siano analoghe a quelle del rifiuto urbano.
I criteri quantitativi definiscono invece l’entità massima del conferimento affinché il rifiuto in questione possa essere considerato assimilabile. Qualora il rifiuto soddisfi contemporaneamente i criteri generali, qualitativi e quantitativi, potrà essere considerato assimilabile al rifiuto urbano e come tale trattato.
A titolo di esempio si riporta l’elenco dei criteri quantitativi introdotti dalla deliberazione di Giunta Regionale:
I rifiuti urbani pericolosi (RUP) sono costituiti da tutta quella serie di rifiuti che, pur avendo un'origine domestica, contengono al loro interno un'elevata dose di sostanze pericolose e che quindi devono essere gestiti diversamente dal flusso dei rifiuti urbani "normali".
Tra i RUP, i principali sono i medicinali scaduti e le pile.
I rifiuti speciali pericolosi sono generati dalle attività produttive e contengono al loro interno un'elevata dose di sostanze inquinanti. Per questo motivo occorre renderli innocui, cioè trattarli in modo da ridurne drasticamente la pericolosità. Nella normativa precedente tali rifiuti erano definiti come “rifiuti tossico nocivi”.
Cosa c’è nei rifiuti che produciamo?
| Frazione merceologica | % peso |
|---|---|
| Totale | 100,00% |
| Carta cartone | 28,86% |
| Vetro | 8,72% |
| Alluminio + banda stagnata | 0,53% |
| Plastica | 9,92% |
| Legno ingombranti | 5,83% |
| Metalli non ferrosi | 1,14% |
| Metalli ferrosi | 2,70% |
| Poliaccoppiati e pannolini | 3,31% |
| Frazione Verde | 3,39% |
| Organico | 29,19% |
| RUP | 0,18% |
| Tessili, pelli, cuoio | 3,08% |
| Inerti | 3,16% |
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